Il messaggio per la Giornata della Commedia dell'Arte

Ogni anno una persona legata alla tradizione della Commedia dell'Arte è invitata a scrivere un messaggio speciale in onore della Commedia dell'Arte. Il messaggio è tradotto e letto in occasione degli eventi in tutto il mondo, pubblicato in giornali e presentato alla radio e alla televisione.

FAITH MARTIN

Faith Martin

Dedicato da Faith Martin
Un saluto a tutti gli attori di Commedia e al pubblico di tutto il mondo attraverso lo spazio e il tempo. A tutti gli attori di Commedia da tutte le Nazioni i quali, attraverso un’ininterrotta stripe che fa capo al lontano 1545, hanno trovato uno scopo e una missione di vita – in un servizio offerto al pubblico, attraverso un viaggio lungo tutta una vita, per una migliore conoscenza di se’ stessi, continuando il cammino dei predecessori con sempre rinnovata maestria. Una maestria che nella rappresentazione della Commedia ha portato pura ispirazione al pubblico e lasciato un segno indelebile nelle menti di coloro che hanno contribuito alla conoscenza di se stessi contribuendo altresì ad una comprensione più profonda dei loro simili. All’Attore di Commedia, a colui che la insegna e all’umanità tutta, attraverso i secoli e nel futuro.
L’arte dell’attore di Commedia si dipana davanti al pubblico nei teatri di tutto il mondo. Alcune compagnie sono particolarmente dedicate a questa arte che da’ loro la possibilità di portare loro maestria a livelli sempre più alti, all’infinito. Questo è il cammino di un attore di Commedia. Non esiste compimento alla sua abilità, esiste un impegno totale, dedizione ed impegno per un arte infinita e lunga una vita. Il teatro è un luogo sacro in cui l’attore e il pubblico condividono momenti di puro splendore – momenti in cui verità rivelate producono un profondo impatto. È uno spazio di opportunità in continua espansione in cui comunicare ed ispirare.
I pubblici che hanno assisstito ad uno spettacolo di Commedia dell’Arte hanno trovato in questa esperienza qualcosa di profondo che continua ad arricchire le loro vite. Cito Richard Eyre, il regista teatrale inglese che afferma che “chi viene a teatro vi entra come singolo individuo e ne esce pubblico”. Pubblici uniti da una comune esperienza, che assistendo ad interpretazioni magistrali, su argomenti comuni, si connettono gli uni agli altri. L’arte della Commedia e della narrazione, del condividere personaggi archetipi, è ciò che ci informa e ci fa riflettere su chi siamo e su ogni aspetto di noi stessi.
La professione, e l’opportunità di dedicare ad essa tutta la vita, nacque in un periodo tenebroso di limitazioni tangibili. Limitazioni date dal fatto che le uniche commedie si svolgevano nelle chiese o nei palazzi dei potenti, entrambi esercitanti un controllo sulle masse. Al tempo in Roma c’erano cinquanta famiglie nobili che vantavano un lignaggio di ben trecento anni.
Io credo che Tragedia e Commedia abbiano sempre viaggiato in coppia. È stato attraverso tragedie, crudeltà, carestie, restrizioni, epidemie e morti premature che nel 1500, un coraggioso gruppo di Commedianti inventarono i personaggi che rappresentavano alcune delle figure popolari di quel tempo e portarono le loro improvvisazioni e commedie nei palazzi e nelle case dei potenti stemperando le tensioni della giornata, portando risate attraverso la rappresentazione delle idiozie del tempo, per alleviare la tensione, intrattenere e naturalmente per essere pagati. Questa epoca dette spazio e corso all’inizio di una professione ricca, e credo anche che questa sia stata la prima volta che una donna attrice professionista sia stata pagata.
Questa professione non ha dato vita solamente all’attore di Commedia ma anche alla figura del drammaturgo, del regista, del costumista, e dei visionari. Le compagnie iniziarono a viaggiare per tutta Europa ispirando altri. Si dice che Molière a otto anni, assistendo ad una rappresentazione di Commedia dell’Arte capì che avrebbe dedicato la sua vita alla drammaturgia. La Commedia dell’Arte ha avuto anche un enorme impatto nel Regno Unito, attraverso Shakespeare, Ben Johnson e singoli comici che trassero ispirazione dall’arte. Era l’inizio di una sfera di influenza che ora attraverso il tempo e lo spazio continua ad offrire agli attori di Commedia l’opportunità di non indulgere su se stessi, ma di estendersi al di sopra e al di fuori per raggiungere nuovi livelli di bravura e di comunicazione artistica.
Cosa c’è di unico nella relazione tra Commedia ed attore? Antonio Fava Maestro ed artista di Commedia, afferma: “La gente non dovrebbe fare copie plagiando cloni con la scusa della ‘disciplina comune’”. Come in tutte le discipline, le persone devono affermare la propria personalità ed originalità artistica. La Commedia dell’Arte da’ all’attore la possibilità di trovare la propria voce. Un esempio può essere il piccolo bambino di nove anni il quale, vittima di bullismo a scuola, attirò l’attenzione di una sua insegnante di Drama specializzata in Commedia dell’Arte. Così ebbe inizio l’amore e l’impegno di tutta una vita di questo bambino che ha dedicato se’ stesso alla ricerca della propria voce tramite lo studio dell’arte, recitando nelle scuole in una compagnia professionale e appassionata. Ispirato a fare la differenza. Sanford Meisner dice: “se nella vita tu trovi le cose che ami fare queste saranno il tuo faro e la tua bussola”.
Ciò che la Commedia offre è eloquente, spettacolare, classico, originale. Quando l’attore di Commedia recita è ispirato dal personaggio, dalla maschera. Attraverso di essi egli raggiunge nuove altezze, e grazie all’attore che raggiunge tali altezze, il personaggio continua a vivere - influenzandosi l’un l’altro nel perseguimento della più gagliarda e professionale delle interpretazioni.
Per concludere, cari amici, attori di Commedia, pubblici di tutto il mondo e in particolare coloro dedicati all’arte, non voglio dirvi “addio”, ma “alla prossima”.
Faith Martin.